Avete davanti la nuova versione di matteo.net. Sembra uguale a prima — almeno spero — ma sotto il cofano è cambiato tutto. È un po’ come quando ho rifatto il motore della Ducati: di fuori è la stessa moto, di dentro è un’altra storia.

Perché ho cambiato

Il blog era su Webflow. Webflow è bello, fa cose mirabolanti, e costa €30 al mese. Trenta euro al mese per un sito che aggiorno quando mi gira, francamente, sono un esercizio di masochismo finanziario di cui posso fare a meno.

Prima ancora era su WordPress, che amo come si ama un vecchio amico un po’ polemico: ti sta simpatico, ma ogni tanto ti chiama alle due di notte per dirti che il plugin Yoast vuole un aggiornamento urgente.

Cosa c’è sotto adesso

Niente database. Niente plugin. Niente abbonamenti mensili. I post sono file di testo (markdown) in una cartella su GitHub, il sito viene generato in automatico da Astro, e Cloudflare Pages lo serve gratis dalla loro rete globale.

In pratica, ogni volta che salvo un nuovo post, GitHub se ne accorge, Cloudflare ricompila il sito, e in venti secondi è online. Magia? No, ingegneria fatta bene.

Cosa cambia per voi

Niente. O meglio: il sito carica più veloce, niente cookie banner, niente popup. RSS funzionante per chi mi legge da Feedly o Reeder.

E per me? Tornare a scrivere senza pensare al canone mensile.

Ora però tocca riempire questo posto di nuovi appunti. Ho una pila di idee arretrate che meritano di uscire: un giro in moto fra le colline veronesi, gli ultimi esperimenti col baccalà, un paio di considerazioni su iOS che mi tengo dentro da troppo tempo. Stay tuned.


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